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App NGL: cosa c’è dietro la moda dei messaggi anonimi?

Negli ultimi tempi ho notato che tantissime persone, soprattutto tra i più giovani, stanno usando un’app chiamata NGL. Il nome sta per Not Gonna Lie, che in inglese vuol dire “Non mentirò”. Ma di cosa si tratta davvero?

In poche parole, è un’app che permette a chiunque di ricevere messaggi anonimi. Una volta scaricata, si ottiene un link personalizzato da condividere, ad esempio, su Instagram. Chiunque clicca quel link può scrivere un messaggio… ma senza rivelare chi è.

All’inizio può sembrare solo un gioco. Un modo simpatico per ricevere complimenti o domande divertenti. E in effetti, per molti è proprio così. Però, come spesso succede online, non tutti usano questi strumenti con lo stesso spirito.

Ed è qui che entra in gioco un tema importante: il rischio del cyberbullismo.

L’anonimato può dare coraggio a chi ha qualcosa di bello da dire, ma purtroppo dà spazio anche a chi si sente autorizzato a offendere, insultare o addirittura minacciare. Alcuni messaggi possono diventare pesanti, velenosi, e in certi casi arrivare a colpire proprio là dove fa più male.
Chi riceve questi attacchi, soprattutto se molto giovane o in un momento delicato, può ritrovarsi a viverli male, sentirsi giudicato o isolato. E non sempre si ha la prontezza o la forza di ignorarli.

Per questo è importante ricordare che dietro uno schermo ci sono comunque persone vere. E che il cyberbullismo non è un gioco, ma un problema reale, con conseguenze che possono essere anche molto serie.

L’app dice di avere dei filtri anti-bullismo, ma sappiamo bene che nessun sistema è infallibile. Inoltre, c’è chi sostiene che alcuni messaggi potrebbero essere generati dall’app stessa, per mantenere vivo l’interesse degli utenti. Un altro motivo in più per non prendere tutto troppo sul serio.

E poi c’è il discorso privacy: anche se viene promesso l’anonimato, non è mai del tutto chiaro come vengano gestiti i dati. E oggi, questo è un tema da tenere sempre sott’occhio.

Quindi, vale la pena usarla? Dipende.

Se la si prende con leggerezza e si riesce a fare filtro su quello che si legge, può essere anche divertente. Ma bisogna imparare a difendersi dai messaggi tossici, bloccare e segnalare chi esagera, e soprattutto ricordarsi che il proprio valore non dipende da quello che scrivono persone anonime su internet.

Tu l’hai mai provata? Ti ha lasciato più curiosità o fastidio?

Scrivilo nei commenti, mi interessa capire come la vivete voi.

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